sabato, settembre 23, 2006

C'è qualcosa che si atrofizza, in me. Qualcosa che senza stimoli muore ogni giorno di più. Che rantola e chiede aiuto ma finisce per soffocare nel suo stesso sangue.
Anche il cuore batte sconnesso. Non ha ritmo, solo un'abitudine a continuare senza sapere perchè, fino al giorno in cui sarà troppo stanco.
Mi sento teso. E non so se sto scrivendo per liberare me stesso o per imbrigliare voi e farvi sapere che ci sono, che penso.
Cosa c'è di sbagliato?
Dov'è l'errore?
Forse è perchè urlo solo dove nessuno può sentirmi, perchè osservo solo quando nessuno può vedermi.

Il cuore batte sconnesso, ma va bene.
Batte, e l'importante è questo.
Tiro avanti.
Mi manterrò vivo per godere di tempi migliori.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E' il dolce far niente che diventa amaro. E' l'incertezza dell'andare avanti ma con la paura di finire di nuovo indietro. Bisogna solo trovare un po' di coraggio, un po' di compagnia e un po' di amore. A volte mancano tutti e tre, a volte uno o due di loro non bastano.
Ma "bisogna saper aspettare" sticazzi. Dov'è "il complementare"? Prima o poi arriva, ma quanto ci mette? Attendiamo o ci attiviamo e cerchiamo, ma almeno siamo in buona compagnia.