C'è qualcosa che si atrofizza, in me. Qualcosa che senza stimoli muore ogni giorno di più. Che rantola e chiede aiuto ma finisce per soffocare nel suo stesso sangue.
Anche il cuore batte sconnesso. Non ha ritmo, solo un'abitudine a continuare senza sapere perchè, fino al giorno in cui sarà troppo stanco.
Mi sento teso. E non so se sto scrivendo per liberare me stesso o per imbrigliare voi e farvi sapere che ci sono, che penso.
Cosa c'è di sbagliato?
Dov'è l'errore?
Forse è perchè urlo solo dove nessuno può sentirmi, perchè osservo solo quando nessuno può vedermi.
Il cuore batte sconnesso, ma va bene.
Batte, e l'importante è questo.
Tiro avanti.
Mi manterrò vivo per godere di tempi migliori.
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1 commento:
E' il dolce far niente che diventa amaro. E' l'incertezza dell'andare avanti ma con la paura di finire di nuovo indietro. Bisogna solo trovare un po' di coraggio, un po' di compagnia e un po' di amore. A volte mancano tutti e tre, a volte uno o due di loro non bastano.
Ma "bisogna saper aspettare" sticazzi. Dov'è "il complementare"? Prima o poi arriva, ma quanto ci mette? Attendiamo o ci attiviamo e cerchiamo, ma almeno siamo in buona compagnia.
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