Ok ok..adesso che abbiamo rotto nuovamente il ghiaccio, è ora di darvi quello che volete. Soprattutto se leggevate il vecchio Photo Diary, vorrete sicuramente sapere com'è finita la mia storia con Valentina. Vabbè forse non ve ne fotte più di tanto.In ogni caso ecco com'è andata a finire...
Domenica 27 gennaio ero abbastanza incazzato. La sera prima, sabato, Valentina non era scesa per studiare ancora per i fottuti esami che aveva in quel periodo. La sentivo già lontana, ma la cosa si è aggravata mercoledì 2 marzo.
Mercoledì, dopo l'ultimo di quei maledetti esami, nel primo pomeriggio le chiamo, solo per sentirmi dire in tono di scusa che stava andando –proprio mentre le parlavo- a Reggio Calabria da sua sorella...
Ci rimango un po' di stucco sul momento. La cosa non mi convinceva molto...ma quella sera stessa ci siamo sentiti per telefono, come al solito, e lei mi sembrava molto tranquilla: niente di strano. Pensavo di essermi sbagliato e forse, come diceva lei, aveva davvero bisogno di una pausa lontano dallo stress degli esami...In fondo sarebbe tornata sabato 5, all'orario di pranzo. Cazzo se davvero aveva bisogno di un po' di svago da sua sorella potevo aspettare.
Così trepidante aspetto sabato e non appena lei torna da Reggio Calabria le telefono.
Volevo sapere se poteva scendere a Catania. Volevo sapere se, finalmente, avremmo potuto stare insieme, almeno di sabato sera..!
Stavo impazzendo, non avevamo avuto un attimo di tranquillità, solo io e lei, dall'11 febbraio. Da quella mattina passata a casa mia.
Lei risponde, un po' scazzata e dapprima mi fa “io non posso scendere di sicuro”… E io, ovviamente, “beh, allora vengo io!”.
La risposta, agghiacciante, è stata: “non voglio che vieni apposta..perchè la serata non ti piacerebbe…”.
Lei era l'iceberg, io il Titanic.
Devastato, con un’idea molto chiara e molto negativa in testa, non mi resta che chiudere.
Solo con quella telefonata, avrei potuto morire tranquillamente, così, seduta stante.
Inizio ad imparanoiarmi di brutto. La situazione si faceva davvero pessima.
In serata esco comunque in centro a Catania e Tony porta notizie fresche da Simona, che era a casa di Valentina. Mi raccomanda di non dire niente perché Simona non voleva che io sapessi. (Adesso può anche saperlo...tanto che importa ormai..?).
E in definitiva la storia si ripete: Valentina vuole la sua libertà. Dopo la storia lunga che ha avuto prima di me, si è accorta di voler stare da sola...
A questo punto mi viene da chiedermi: forse sono io..? Cazzo, magari è colpa mia..?
Ma anche a questo sembra non esserci una risposta chiara, perché in seguito Tony mi dice altro. Vale, a Simona, ha detto che con me ci sta bene, dopotutto. Solo che vuole stare da sola.
Ora, secondo voi, che cazzo significa?? IO, se sto bene con una persona, faccio di tutto per starci insieme. Le donne invece -tutte le donne- NO, loro si accorgono anche di perdere la loro libertà! Come se le avessi MAI vietato di uscire da sola. Come se mi facessi sentire ogni 10 minuti, facendo scenate di gelosia da film. No! Non ho mai fatto niente di tutto questo. Né con Vale, né con le altre che cmq mi hanno lasciato. Sono un ragazzo BUONO, io. Ed è questo il mio cazzo di difetto. Loro vogliono quello bastardo. Vogliono quello che le accontenti, ma che le faccia anche soffrire, in una stronzissima altalena senza senso…Io non ce la faccio ad essere BASTARDO, a farmi desiderare. Quando mi intrippo, voglio bene e mi piace sentirmi voluto bene! E invece no! Devi trattarle male!! Perché se non le tratti male, loro si stufano, anche! Non solo fai di tutto per accontentarle, per vederle sorridere. Ma si stufano anche. E reclamano una libertà che non le hai mai tolto.
E ke cazzo.
Dopo quel sabato abbastanza definitivo, la situazione è rimasta in stallo per un paio di giorni. Ovvero io aspettavo che lei scendesse a Catania per parlare di sta situazione faccia a faccia. Ma lei non scendeva. Così un giorno, il 7 marzo per la precisione, verso le quattro le ho chiamato. Ero in facoltà, in un cortiletto scoperto da poco. Un’altra oasi di paradiso, una terrazza assolata, esplosione di primavera e di tepore buono.
Nella telefonata quello che già sapevo è stato confermato. Vuole stare da sola, penso inteso come "non devo dare conto a nessuno e se decido di starmene per i cazzi miei tu non ci resti male" e come "tra l'altro mi sono stufata di te".
Non ho altro da dire, a parte che, sinceramente, non sono riuscito ad incazzarmi.
Ero così, stronzo in una situazione stronza, impotente. Non potevo fare niente, niente. E questa è la cosa che mi pesa di più, dovermene stare in disparte senza poter decidere nulla. Essere succube, ogni volta e sempre, delle decisioni altrui.
Questa è la nostra cazzo di vita, fatta di emozioni con la data di scadenza. Tutto a tempo determinato. Il tempo finisce e tutto và nel fottuto cassetto dei ricordi.
Ti rimane qualche foto e una cazzo di malinconia dentro, all’altezza dello stomaco.
Poi ognuno torna al suo posto. Il gioco finisce. Le pedine tornano sulle loro caselle.
Hai passato momenti indimenticabili e poi fanculo...FANCULO…!!
Non sono poche le volte in cui avrei desiderato fermare il tempo.
Far diventare degli attimi un eternità. Ma tanto non servirebbe ad un cazzo.
Siamo materiale organico in decomposizione.
Questo è tutto.
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1 commento:
imparato molto
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